Lo Zinco esiste in natura principalmente sottoforma di solfuri complessi (blenda) o carbonati e silicati (calamine). Nei minerali lo Zinco è generalmente associato a Piombo, Rame e Ferro e in misura più ridotta ad Argento, Cadmio, Germanio e Indio.
In media i minerali di Zinco al momento dell'estrazione, hanno un contenuto di Zinco dal 4 al 20%. Dopo l'estrazione il minerale viene arricchito con un processo di flottazione, attraverso il quale la parte ricca di Zinco, a mezzo di apposititi reattivi, viene in superficie e la parte sterile rimane sul fondo. Si ottiene così un concentrato al 50-55% di Zinco pronto per il trattamento metallurgico.

PRODUZIONE METALLURGICA
I processi industriali più utilizzati sono: l'elettrolitico ed il termico.

Processo elettrolitico:
è il più diffuso e richiede concentrati con impurezze limitate. Prevede le seguenti fasi: 
• Arrostimento dei concentrati per ossidare i solfuri in grandi forme. L'anidride solforosa prodotta viene trasformata nelle torri di catalisi in acido solforico che è un sottoprodotto importante.
• Lisciviazione: gli ossidi ottenuti vengono attaccati da una soluzione solforica che solubilizza lo Zinco, gli altri metalli e le impurezze contenute.
• Purificazione ed elettrolisi: questa fase serve a separare le impurezze e recuperare i metalli associati, come il Cadmio, mentre la soluzione di solfato di Zinco viene inviata alle celle di elettrolisi nelle quali sono immersi catodi in Alluminio e anodi di Piombo. Per effetto del passaggio della corrente elettrica lo Zinco si deposita sui catodi dove è successivamente staccato meccanicamente e fuso in lingotti con purezza fino al 99,995%.

Processo termico:
parte ugualmente dall'arrostimento dei concentrati che vengono trasformati in ossidi agglomerati al fine di conferire loro la durezza necessaria per essere utilizzati in altiforni del tipo Imperial Smelting. Questa fase permette di recuperare l'acido solforico. Gli ossidi di Zinco vengono ridotti negli altiforni dall'ossido di carbonio prodotto dalla combustione del coke. Lo Zinco, che raggiunge una temperatura superiore al suo punto di ebollizione, viene trascinato nei fumi e captato da una pioggia di Piombo fuso. Con il successivo raffreddamento, per la differenza di peso specifico, lo Zinco si separa dal Piombo in uno strato superiore e si ottiene così Zinco d'opera avente più dell'1% di impurezze quali Pb e Cd. La successiva raffinazione termica, effettuata per distillazione dello Zinco d'opera, grazie ai differenti punti di ebollizione dei metalli residui, permette di separare lo Zinco dal Piombo e dal Cadmio.
Seconda fusione: le principali materie prime impiegate sono rappresentate da matte e ceneri di Zinco, rottami, scarti di fabbricazione, ritagli e vecchi laminati di Zinco. Attraverso una fusione termica si ottengono ossidi, polveri o lingotti di Zinco, quest'ultimi utilizzati principalmente nella produzione degli ottoni o nella zincatura a caldo dell'Acciaio.

IMPIEGHI

I principali impieghi dello Zinco in funzione delle sue caratteristiche e qualità sono i seguenti: laminati per edilizia, leghe per pressocolata, filo di Zinco per zincatura a spruzzo, zincatura a caldo, zincatura elettrolitica, vernici ricche di Zinco.

ZINCO: ELEMENTO VITALE

Lo Zinco, come il Ferro e il Rame è un oligoelemento, indispensabile per il normale funzionamento del corpo umano. Interviene nei processi del sistema immunitario, regola il funzionamento dei globuli rossi, interessa i meccanismi di crescita ed è presente negli organi riproduttivi.

Fonte: www.simarzincorame.com

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